Il Nostro Codice Etico

CODICE ETICO DELL’ORGANISMO ADR CONCILIAMO

Art. 1 principi generali.
 
a) Scopo dell’Organismo è la massima realizzazione dei principi del diritto e della giustizia in ambito privato, mediante gli strumenti dell’equilibrio nella valutazione dei contrapposti interesse e della conciliazione assistita quale soluzione bonaria delle controversie, al fine di favorire la pacifica convivenza e la crescita civile, morale, economica e sociale del Paese Italia nell’ambito dei suoi rapporti giuridici con la Comunità Europea ed internazionale.
b) I mediatori, gli arbitri, i collaboratori e gli operatori tutti dell’Organismo, nella gestione dei procedimenti loro affidati, come nei rapporti con le parti, o nella formulazione delle proposte di conciliazione, sono costantemente ispirati dallo scopo dell’Organismo, applicando con coscienza e diligenza le norme le regole sostanziali e procedurali, tratte dalle leggi, dai regolamenti , dalla giurisprudenza, dalla comune esperienza, attinenti alla concreta controversia.
c) I conciliatori, i mediatori e gli arbitri dell’Organismo applicano quali criteri guida dei propri comportamenti e delle proprie decisioni i principi dell’imparzialità e dell’equità, perseguendo il fine conciliativo della giustizia attraverso criteri di rapidità ed elasticità del procedimento, tali da comportare un concreto effetto di tempestività ed economicità della decisione, nel giusto contemperamento dei contrapposti interessi in gioco tra le parti.
Art. 2 mediatori. 

 

a) I mediatori che svolgono attività nell’Organismo, autocertificando il possesso dei requisiti del legge per l’esercizio dell’attività, si obbligano ad osservare il Regolamento di procedura, il presente Codice Etico, nonché il Regolamento per la determinazione della misura e la modalità di pagamento delle spese e dell’indennità, allegati e parti integranti dell’atto costitutivo dell’Organismo.
b) Si applicano ai mediatori le norme del Codice di Procedura Civile in ordine all’obbligo di astensione, in relazione all’art. 51 c.p.c., nonché la norma di cui l’art. 51 del Codice Deontologico Forense, in ordine al divieto di assunzione di incarichi contro ex clienti.
c) Nell’ipotesi di astensione del mediatore, ovvero nelle ipotesi in cui il mediatore nominato per la conciliazione di una controversia non si astenga, malgrado il verificarsi di una delle ipotesi di cui all’art. 51 c.p.c. o dell’art. 51 del Codice Deontologico Forense, e per tale ragione, una parte od entrambi le parti presentino istanza di ricusazione nei suoi confronti, il responsabile dell’Organismo decide sull’istanza e, in caso di accoglimento, nomina nuovo mediatore entro i successivi 7 giorni.
d) I mediatori, all’atto di assunzione dell’incarico, si obbligano a sottoscrivere una formale dichiarazione di imparzialità, per come prevista all’art. 15 comma 3 del D.M. n. 222 del 22/07/2004, e, secondo quanto disposto dall’art. 7 del medesimo Decreto, a segnalare al legale rappresentante dell’Organismo eventuali cause di decadenza o di incompatibilità entro 7 giorni dall’insorgere delle medesime e, per l’effetto, a dismettere i procedimenti assegnati, consegnando alla sede dell’Organismo i documenti ed i relativi fascicoli. In tal caso, il legale rappresentante dell’Organismo provvederà a sostituire il mediatore nei procedimenti in questione e a comunicarlo tempestivamente alle parti costituite.
e) I mediatori dell’Organismo si obbligano ad osservare quanto previsto dall’art. 14 del D.Lgs. del 4 marzo 2010 n. 28, e a rispettare i doveri di lealtà, correttezza, fedeltà, diligenza, segretezza, indipendenza, competenza, aggiornamento professionale e verità afferenti al loro operato, applicando, per quanto compatibili, le norme del Codice Deontologico Forense.

Art. 3 rapporti con le parti ed ausiliari.
a) I mediatori, all’atto dell’assunzione dell’incarico, si obbligano ad esaminare con attenzione e diligenza tutta la documentazione trasmessa dalle parti per tramite dell’Organismo, a richiedere alle stesse i chiarimenti e le integrazioni necessarie, a rendersi disponibili per suggerire loro diverse impostazioni o modifiche nelle domande e/o difese presentate. Il tutto con spirito di trasparenza, e nel rispetto del contraddittorio, evitando di interloquire con una delle parti in assenza dell’altra.
b) I mediatori, con il proprio disponibile comportamento, hanno il compito di favorire il confronto pacato e civile tra le parti della contesa, disponendo, nelle forme di legge, la proposta necessaria per l’equo contemperamento degli interessi e la soluzione stragiudiziale della controversia.
c) l mediatori si obbligano ad evitare ogni conflitto di interesse, ovvero comportamenti che li rendano incompatibili con l’esercizio dell’attività, per come analiticamente previsti dall’art. 13, comma 2, lettere c/f dello Statuto della Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense, che qui si intende espressamente richiamato in ogni sua parte compatibile (e, pertanto, non abbiano subito sanzioni disciplinari definitive, più gravi dell’avvertimento; non si trovino in stato di interdizione legale ovvero di interdizione temporanea degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese; non siano stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’ordinamento vigente; non siano stati condannati con sentenza irrevocabile anche se emessa a seguito di richiesta di applicazione della pena prevista dall’art. 444 del Codice di Procedura Penale alla reclusione per qualunque delitto non colposo). 

 

d) I mediatori che, nell’ambito dei loro rapporti personali e/o professionali, abbiano in qualsiasi modo segnalato o favorito l’attivazione di un procedimento di mediazione presso l’Organismo, non potranno essere incaricati da quest’ultimo per la gestione del medesimo.CODICE ETICO DELL’ORGANISMO ADR CONCILIAMO
 
Art. 4 azioni disciplinari.
a) Il legale rappresentante dell’Organismo, coadiuvato dal parere del Collegio dei Probiviri dell’Organismo, composto dalle persone componenti il Collegio dei Probiviri della Accademia Nazionale del Diritto, se ricevute segnalazioni in ordine a violazioni di obblighi di legge o deontologici o del presente Codice Etico da parte dei mediatori, degli arbitri o di un altro componente dell’Organismo, provvede ad inviarne comunicazione formale alla competente autorità giudiziaria ed agli organi disciplinari degli Ordini professionali di appartenenza.
b) E’ inoltre insindacabile facoltà del legale rappresentante dell’Organismo – in base alle circostanze concrete di ogni singolo caso – valutare l’opportunità o meno di sospendere i soggetti segnalati fino al termine del procedimento disciplinare e/o penale, e provvedere, nel caso, alla loro sostituzione nei procedimenti pendenti.

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